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Gli Altipiani di Arcinazzo e Arcinazzo Romano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gli Altipiani di Arcinazzo


                                                                                                              

 

Le caratteristiche,le particolarità, la storia degli altipiani tra cui si nasconde… casa Ermanna!

Andiamo ora a dare un’occhiata a cosa c’è intorno a casa Ermanna!
La zona è ricca di luoghi da visitare…diciamo che ce ne è proprio per tutti i gusti!

Dalle camminate tra i sentieri di montagna…per chi ama faticare un po’ e si sente una “giovane marmotta”; dalle semplici passeggiate lungo le strade di Arcinazzo paese…per chi volesse gustarsi la vista delle villette che lo caratterizzano; dalle visite alle località storiche e archeologiche…per chi si sente un vero turista e non può fare a meno, ogni volta che si sposta, di fare indigestione di chiese, monumenti e di ogni altra cosa di sapore artistico e culturale!

Dove si trovano??

Per chi, dopo aver visitato il sito, si fosse incuriosito e avesse voglia di andarli a scoprire, non c’è in realtà molta strada da fare!
Gli Altipiani di Arcinazzo si trovano infatti a due passi da Roma. Si possono raggiungere con l’autostrada per Napoli,uscendo ad Anagni-Fiuggi; oppure basta prendere la via Tiburtina o l’autostrada per l’Aquila, uscendo a Vicovaro-Mandela e immettendosi nella statale Sublacense fino a Subiaco e quindi agli Altipiani.

E proprio lungo la Via Sublacense, all’ingresso praticamente degli Altipiani, si trova uno dei siti archeologici che potrebbero suscitare il vostro interesse e a cui dedichiamo una parte di questa sezione: la villa di Traiano [CARTINA](vedi fondo pagina).

Come si presentano?

A 6 Km. da Arcinazzo, a 900 metri di altezza, tra due cime dei monti Simbrunini (il monte Altuino e il monte Scalambra) si distendono i grandi prati in mezzo a cui spuntano villette e abitazioni varie. Gli Altipiani si presentano come una conca chiusa tra i due monti,al punto che sembra quasi che questi sorreggano il territorio come una specie di amaca.
Una volta che vi troverete a passare per questi prati o all’ombra degli alberi, di cui la zona abbonda anche per varietà di specie, non avrete sicuramente nostalgia del grigio asfalto di Roma e della sua aria pesante e inquinata…qui potrete finalmente tirare un sospiro di sollievo e respirare a pieni polmoni un po’ di aria sana!

Chi li ha abitati in passato? La storia degli Altipiani.

La transumanza

 Sin dai tempi antichi e fino alla metà del nostro secolo, gli Altipiani furono un importante punto di incontro per la transumanza. I pastori provenienti dall’Abruzzo, dalla valle del Sacco e dai monti Simbrunini vi sostavano con le loro greggi per riposare prima di   scendere a svernare verso le piane dei pascoli più ricchi,oppure a primavera,prima di risalire verso i paesi di appartenenza.

I primi insediamenti

 

La prima impronta concreta di storia sugli Altipiani di Arcinazzo risale al I secolo: ne sono testimonianza i resti dell’Arco Romano [CARTINA]. Si tratta di un arco megalitico a tutto sesto, la cui funzione è ancora misteriosa:

arco di confine o resti di un grande acquedotto???

LegionarioI Romani  

Sono i Romani a lasciare i segni di un insediamento più stabile. La presenza dei Romani è testimoniata oltre che dai resti della villa del periodo traianeo,anche dai resti di un probabile tempio lungo la provinciale per Trevi e da alcune tombe romane .  La crisi dell’impero romano poi e le invasioni barbariche con i conseguenti saccheggi determinarono l’interruzione del processo di insediamento,che seguitò però a registrare la cadenza regolare dei movimenti di transumanza.

Il medioevo

Una certa rinascita nel territorio degli Altipiani ci fu nel medioevo. In questo periodo sembra infatti che fosse stata eretta una torre a difesa dell’altopiano,poi fatta demolire. Sempre dello stesso periodo è un castello detto di “Colle Alto” i cui ruderi sono ancora visibili lungo la via Sudacciara. Pare che questo castello fosse stato motivo di discordia tra i monaci benedettini di Subiaco e la città di Trevi che nell’XI secolo lo occupò. Per intervento del Papa Alessandro IV, dopo una lunga vertenza, il castello fu restituito ai monaci.

Il settecento

Le rovine dell’abitazione di un pastore e di un’antica osteria.
      Nel medioevo si era avuto un aumento della popolazione sugli Altipiani e nei dintorni,aumento che aveva dato vita a nuove comunità e in particolare a quella di Trevi. Tuttavia si deve aspettare il settecento per avere tracce di insediamento stabile soprattutto ad opera di famiglie originarie di Trevi.

E’ in quest’ epoca infatti che il pastore  Giovanbattista Passeri detto “Meo” si insedia  nella zona,costruendo la prima piccola costruzione,ancora conservata;e,se vi trovate a passare per questi luoghi,noterete che proprio a Giovanbattista Passeri è stata dedicata una piazza che porta il suo nomignolo:”Piazza Meo Passeri” [CARTINA]. Quasi contemporaneamente inoltre venne aperta un’osteria, di cui restano ancora le rovine sulla strada per Piglio. A quanto pare questa osteria fu a lungo un confortevole punto di riferimento per i numerosi pastori di passaggio.

Dal 1900 in poi

Le ville residenziali.
L’insediamento sugli Altipiani è stato sempre molto limitato fino ai primi  anni del 1900,quando cominciano a nascere le prime ville fatte costruire dalle famiglie benestanti,come residenza estiva. A partire poi dagli anni ’50,ha avuto inizio un intenso insediamento residenziale costituito da villette,condomini ed alberghi che hanno fatto degli Altipiani di Arcinazzo un importante centro turistico. 

 

 

La villa di Traiano

Consigliamo ora di fermare l’attenzione su quanto segue in particolare a coloro che rientrano in quella categoria (di cui parlavamo prima) di veri turisti nati,che amano perdersi tra i ruderi e le rovine dei nostri antenati.

Bene!La villa di Traiano non vi lascerà insoddisfatti…segno di come la storia degli Altipiani sia in realtà molto antica.

Si tratta di una costruzione molto vasta che si inserisce nel novero delle grandi ville imperiali del Lazio,accanto alla villa di Nerone a Subiaco e alla villa Adriana di Tivoli.
          La presenza di questo sito archeologico nel territorio degli Altipiani indica che già all’epoca dell’antica Roma l’area rappresentava sicuramente una meta ambita di villeggiatura e costituiva anche un importante nodo di comunicazione verso altre località significative della zona. …chissà, forse anche allora qualche gruppo di giovani romani trascorreva le vacanze estive in una villa degli Altipiani…magari proprio qualche giovane antenato dei parrocchiani di San Policarpo!…ve l’immaginate:una specie di casa Ermanna dei tempi antichi! Dove magari nel giardino, al posto dei soliti odierni giochi all’aperto, si organizzavano gare equestri o lanci di giavellotto!!


Alcuni indizi hanno portato ad attribuire questa villa,di cui rimangono ora solo le rovine, proprio all’imperatore Ulpio Traiano. Sembra infatti che siano state ritrovate incisioni che recano il suo nome proprio su alcuni tubi di piombo,che dovevano appartenere alle condutture del complesso. Inoltre anche la tecnica edilizia utilizzata (“opus mixtum”…questo per chi fosse esperto del mestiere) pare proprio che fosse tipica dell’età traianea. Senza dimenticare poi che fu proprio l’imperatore Traiano ad aver effettuato degli interventi nella valle dell’Aniene,situata nei pressi della zona degli Altipiani.
Ma consentono di attribuire i resti della villa all’imperatore Traiano anche alcune testimonianze di celebri autori (tra cui in particolare Plinio il Giovane) che tramandano quali fossero le passioni e i piaceri dell’imperatore: sembra infatti che Traiano fosse amante dei monti e dei boschi di cui abbondano e particolarmente dedito alla caccia. D’altra parte,in età romana, gli altipiani dovevano esser ricchi di diverse specie animali: fu quindi probabilmente questo uno dei motivi che portò Traiano a scegliere questa come località per la sua residenza estiva.

      

Preferiamo ora non addentrarci in spiegazioni tecniche e troppo specifiche …purtroppo non abbiamo le competenze per farlo ma, se siamo riusciti a risvegliare il vostro interesse e un pizzico della vostra curiosità, vi invitiamo ad andare direttamente sul luogo,magari dopo aver consultato qualche link in materia.
Noi vi consigliamo questo:   www.arcinazzo.org/struttura_villa.asp

 

 

Arcinazzo Romano

Lo sapete come si chiamano gli abitanti di Arcinazzo Romano?
Non è proprio facile a dire la verità… lo ammetto…se lo sapete siete proprio bravi e allora vi nominiamo immediatamente collaboratori del sito!
Arcinazzesi? Arcinazzani? Arcinesi? O forse semplicemente “abitanti di Arcinazzo Romano”?
Nessuno di tutti questi nomi! Il loro nome esatto è quello di “Ponzesi”.
Siete rimasti a bocca aperta vero?
In realtà dietro questo nome curioso c’è tutta una lunga vicissitudine!
Se avete un po’ di pazienza, allora sentite un attimo come è andata questa storia.

Prima del 1891, Arcinazzo Romano aveva un altro nome:si chiamava in realtà Ponza. Varie sono le tesi e gli aneddoti che si tramandano riguardo all’origine di questo nome. Secondo alcuni,ai tempi dei Romani,sarebbe esistita una tale famiglia “Ponzia”,proprietaria di alcuni possedimenti in queste zone.
Secondo altri,il nome deriverebbe da esuli dell’isola di Ponza,che avrebbero trovato riparo in queste terre laziali quando nel IX secolo l’isola era stata occupata dai Saraceni.
Ponza perse il suo vero nome e adottò quello di Arcinazzo quando nel 1872 passò a far parte del Regno d’Italia:così nel 1891 Ponza dovette cambiare nome per l’omonimia con le isole ponziane.
E perché proprio questo nome venne scelto? Anche qui non si è del tutto certi riguardo alle origini del nome. Pare che fosse esistito un certo “Narzio” (sentite l’assonanza?),patrizio di Subiaco,vissuto nel IV secolo,che lasciò alla Chiesa alcuni suoi territori situati su questi altipiani.
Tuttavia si è anche parlato di una certa “Arcinia”! E chi sarà costei? Fonti antiche,unite a qualche piccolo pettegolezzo (evidentemente esisteva anche allora una sorta di “Novella 2000”) ci tramandano che trattavasi  “udite udite” della concubina di Claudio,la quale aveva qui una villa.

Prima di unirsi al Regno d’Italia,in epoca medievale,il territorio di Arcinazzo,un tempo Ponza, è a lungo appartenuto alla Chiesa e in particolare è stato sotto il dominio dell’Abbazia di Subiaco.
Ma,nel corso della storia,numerosi sono stati i tentativi,da parte di varie famiglie del tempo,di sottrarre questo territorio alla Chiesa. Dopo varie ribellioni,succedutesi nei secoli,contro i Papi e gli Abati di Subiaco,nel 1735 la vicenda si conclude con il passaggio del territorio sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio.

In realtà sembra quasi che Arcinazzo sia stato vittima di qualche incantesimo che abbia interrotto qui il trascorrere del tempo e lo abbia fermato al medioevo. Passeggiando per i suoi viottoli l’aria che qui si respira è infatti proprio quella di un borgo medievale…per gli archi,le porte che chiudevano il paese e la torre che lo domina.