"Primo agosto, finalmente si parte! E'tanto che aspettavamo questo momento... Chissà se ce la faremo a percorrere tutti quei chilometri a piedi lungo la via che costeggia la costa della Spagna settentrionale e che poi si ricongiunge a poca distanza da Santiago, esattamente ad Arzua, con la via Francigena.. Chissà quali sensazioni proveremo? Chissà in quante altre cose non preventivate dovremmo per forza di cosa imbatterci??? Mah ad ogni modo, Laura e Don Stefano hanno organizzato tutto nei minimi dettagli. Partenza da Ciampino con la Ryan e arrivo previsto alle 12.30, trasferimento ad Oviedo e pernottamento per una notte lì, pronti per cominciare a muovere i primi passi il giorno dopo in prossimità di Ribadeo. Siamo in 17 certo, forse portiamo anche un pochino di sfiga, ma tutto sommato il volo va una meraviglia e in un brevissimo lasso di tempo ci troviamo catapultati in terra straniera ma non impauriti perchè forti del nostro stare insieme.

Nessuna difficoltà potrebbe mai atterrirci (......)

I primi giorni di cammino sono i più duri, il corpo deve abituarsi a tutti quei chilometri giornalieri, al sole che, per usare un termine che rende bene l'idea "incoccia" e non poco sulla fronte, alle vesciche ma sopratutto ci dobbiamo abituare allo zaino, che sì contiene il minimo indispensabile, però quanto pesa!! Dopo 2 giorni di cammino e di dormite in condizioni non proprio confortevoli, per lasciar stare il discorso bagni e igiene, ci perdiamo, le conche (conchiglie)[come quelle in cima a questa pagina] che indicano la strada non si intravedono più e dopo delle salite devastanti sotto il sole cocente, scopriamo di esserci allontanati di molto dalla strada corretta e di dover recuperare almeno 10 chilometri oltre a quelli già preventivati della tappa!

E' un massacro, putroppo non ci sono altre parole per descriverlo.

Arriviamo sfibrati nel fisico e nell'anima all'ostello. Sembriamo soltanto stanchi ma in realtà il peggio deve ancora arrivare. Come effetto collaterale dello sforzo fisico e dell'insolazione, Gabriele, Massimiliano(Roccia) e Luca si beccano un bel febbrone a 38°; le ragazze non stanno certo di gran lunga meglio e che dire del povero D.Stefano che alla richiesta preoccupata di noi ragazzi "Stefano tutto bene??", vedendolo turbato e bianco cadaverico in viso, ci risponde con un dito facendo segno di no mentre cominciava a dare disperatamente di stomaco (e sono carino a descriverla in questi termini). Infondo dobbiamo recuperare perchè domani c'è bisogno ancora di forze per il nostro cammino. Ringraziamo il Signore di averci condotto anche se dopo molti stenti fisici a destinazione e lo preghiamo che domani possa aiutarci alleggerendoci un pochino lo zaino o accorciando di nascosto la via che conduce al prossimo ostello.

Siamo alla sera del 6 agosto. Dall'Italia (almeno è quello che pensa la diretta interessata) giunge preoccupata una telefonata del sor Frengo che con una scusa chiede informazioni a Michela circa le nostre condizioni di salute, la nostra effettiva posizione e sul rispetto della tabella di marcia preventivamente accordata col resto del gruppo a Roma. Michela racconta a Frengo che putroppo la mattina del giorno seguente, 7 agosto ci recheremo alla stazione di Baamonde, alla ricerca di un treno per saltare la tappa successiva che terminerebbe a Miraz dove putroppo non c'è disponibilità per far dormire un gruppo così numeroso. In realtà non sa che Frengo, Franka e Cristian sono partiti il 6 agosto alle 5.00 della mattina da Ciampino, cambiando un volo a Bergamo, e percorrendo 600 km in autobus da Valladolid ad Astorga e poi da Astorga fino a Lugo, per tentare di intercettarci la sera del giorno seguente (7 agosto) alla fine della tappa con partenza da Baamonde e arrivo proprio a Miraz. Per varie vicessitudini non erano riusciti a dare in tempo la loro adesione per partire assieme a noi il primo Agosto ma non volevano rinunciare a questa esperienza e sopratutto perchè come dice una nota pubblicità "vedere la faccia dei tuoi amici quando increduli ti incontrano a 2000 km di distanza da casa, non ha prezzo... per tutto il resto c'è Mastercard".

Grazie alla soffiata di Michela i 3 neo-pellegrini vengono a conoscenza del nostro cambio di programma e passano la notte a Lugo cercando di architettare una maniera spettacolare di organizzare l'incontro con noi altri. E' risaputo che il servizio ferroviario in Spagna è risicato e che i treni sono pochissimi se non addirittura unici. Cosi ci rechiamo alla stazione di Baamonde per cercare un treno che ci porti vicini a Sobrado, la tappa successiva a Miraz.. E'una stazione che ricordano quelle di paesini sperduti sui monti della Calabria o della Sicilia... Un solo binario con una banchina di 2 m x 2 m. Nel frattempo a 10 km da noi gli altri 3 ragazzi stanno aspettando il treno da Lugo direzione Baamonde.

Ecco che arriva il nostro treno, sappiamo che viene da Lugo, ma non immaginiamo chi possa esserci sopra. A Frengo, Franka e Cristian quando si accorgono, in fase di rallentamento del treno in stazione, della nostra presenza sulla banchina desolata di Baamonde, viene letteralmente un "coccolone" perchè stanno discutendo di come organizzare la sorpresa ma non si sono resi conto che alla fine si sono rovesciati i ruoli e che tra pochi secondi quella carovana di 17 ragazzi "imboccherà" sul treno, monocarrozza, sul quale viaggiano anche loro. Tuttavia i 3 hanno un biglietto fino a Baamonde mentre noi stiamo salendo per proseguire fino a Texeira.

Attendiamo qualche istante prima di salire in carrozza per controllare la presenza di tutti e Frengo, munito di appositi occhiali scuri da sole, tenta un disperato tentativo di comunicazione col macchinista scendendo dal treno a spalle rivolte verso il gruppo, chidedendogli in qualche lingua, solo a lui nota, se era possibile prolungare il biglietto senza pedere il treno.

Gabriele si gira verso noi e ci dice "Aho, ragà! Guardate quello è uguale a Frengo!". E noi "E' vero che taglio! Ahahaha". Passa qualche istante e sulla banchina scende anche Cristian. Gabriele a quel punto nota la somiglianza di quel tizio ignoto a Cristian e pensa tra se e se che mentre di sosia di Frengo in giro per il mondo ci possono anche stare, quelli di Cristian non esistono, perchè è unico nel suo genere. Esclama "Aho.. ma quello è Cristian!!" Con stupore generale.. Butta l'occhio sul treno e intravede Francesca, ormai è chiaro a tutti. Si stenta a crederlo ma quei pazzi ci hanno fatto una sorpresa fuori dal comune(anche di Roma...ahah)! Salgono sul treno con noi ma a treno ormai partito scoprono che devono tornare indietro a Baamonde per avere il timbro di partenza dall'ostello del paese sulla loro carta del pellegrino per poter alloggiare con noi i giorni seguenti presso le strutture predisposte (e che strutture!!!!). Li salutiamo (col dovuto applauso) alla fermata successiva, dandoci appuntamento al monastero, con annessa cripta, di Sobrado dove passeremo tutti insieme la notte. Michela si sarà sentita presa in giro al telefono il giorno prima ma infondo è riuscita a recuperare, con la sorpresa dei ragazzi, un oggetto preziosissimo abbandonato per sbadataggine all'ostello di Baamonde.

Passano i giorni... Ora che siamo in 20 è ancora più difficile pernottare. Cerchiamo rifugio per la notte in ostelli del pellegrino "privati" piuttosto che dormire come al solito in palestre giganti su materassi di gomma o, ancora peggio, per terra.

E' il 10 Agosto. Grazie al salto di tappa arriviamo un giorno prima a Santiago. Meglio così perchè i 3 ragazzi che ci hanno raggiunto, non trovando posto sul volo di ritorno il 13 Agosto con noi, sono stati costretti a prenotarlo l'11 Agosto (la Ryan vola un giorno si e un giorno no dall'aeroporto di Santiago). Presa la Compostela (il certificato del pellegrinaggio svolto) e seguita la messa del pellegrino con annesso Botafumeiro in funzione, passiamo lì i giorni che ci separano dal volo, e facciamo il punto su un'esperienza, quella del cammino, che ancora non riusciamo a capire fino infondo e che sembra non avere un senso ben preciso. Di Dio sulle strade di Santiago, se ne è trovato ben poco, "pronto all'uso" intendo se vogliamo dire così. Bisognava cercarlo e ritagliarsi del tempo da dedicarGli. L'unica cosa che si trovava gratuitamente era turismo e souvenir. Un cammino completamente commercializzato insomma. Siamo finalmente a Santiago ma tutti noi sentiamo la nostalgia del camminare ... Incredibile ma vero!

Accompagnamo i ragazzi al pullman dell'aeroporto e li salutiamo. Il tempo non è dei migliori. Ci dispiace salutarli ma infondo anche per noi l'esperienza è quasi finita. Partito il pullman, cerchiamo un posto dove mangiare e dopo torniamo nella nostra pensioncina, Oregar, il cui proprietario ha preso a cuore la nostra cara Dottina che considera ormai come una figlia adottiva (forse non soltanto perchè Laura parla meravigliosamente lo spagnolo ed è la nostra traduttrice ufficiale del cammino).

Verso le 23.30 arriva una telefonata da parte di Cristian che ci avverte che il volo della Ryan è stato annullato per pioggia e che assieme a Francesco(Frengo) e Francesca stanno tornando da noi per avere ospitalità per la notte. Non partono fino al 15 perchè il volo del 13 è al completo e il primo disponibile è appunto il giorno di ferragosto.

Crediamo sia soltanto uno scherzo vista la sorpresa che ci avevano già fatto, invece eccoli rientrare di soppiatto nell'albergo tutti bagnati dalla pioggia piccola e insignificante, ma non per questo meno intensa, a chiederci un tetto dove passare la notte.

Siamo rattristati per il disguido ma allo stesso tempo siamo così felici di vederli ancora tra noi!

Per i posti, non c'è problema ci stringiamo. In fondo è così comodo dormire in 3 su un letto matrimoniale se hai provato cosa significa farlo per terra al freddo e al gelo! L'importante è non farsi beccare dal "padre adottivo" di Laura, il tipo della pensione, tutti insieme per non correre il rischio di essere contati e dunque sgamati.

Il giorno dopo facciamo un viaggio a Finisterra senza i 3 ragazzi che restano a Santiago alla ricerca di una possibile soluzione dei loro "problemi di volo".

E' il 13 si invertono i ruoli e siamo noi ad essere accompagnati da loro 3 per la partenza alla fermata dell'autobus dell'aeroporto. Cristian in un disperato tentativo, che poi si rivelerà non così tanto disperato, prova a venire con noi, contando su una rinuncia all'ultimo di qualche passeggero sul volo odierno. Infondo la Ryanair è una compagnia low-cost è può capitare che qualcuno prenotando mesi in anticipo e pagandolo pochissimo alla fine rinunci al volo per altri impegni. A 15 minuti dalla partenza, quando ormai è troppo tardi per chiamare gli altri 2 ragazzi, Cristian viene a sapere dall'hostess di turno che ci sono ben 9 posti disponibili e torna in Italia con gli altri. Frengo e Francesca restano lì, per altri 2 giorni, visitano la città in lungo e largo, ma al loro rientro in Italia ci dicono che infondo la parte più bella della città era il nostro stare insieme e il nostro aiutarci fino all'ultimo nelle più assurde circostante e nel volerci bene gratuitamente gli uni con gli altri, l'essere presenza viva del Signore in mezzo a noi attraverso la cosa più grande che ne testimonia la sua vicinanza, l'amore.

Non c'è nè Città, nè Cammino più affascinante di questo.

Non dimentichiamoci di camminare alla stessa maniera lungo i sentieri della nostra vita.

Vai alla pagina delle FOTO del nostro cammino.